Io non esito

Le righe che state per leggere, sono i pensieri di un personaggio per il mio nuovo progetto. E.V.iononesisto

Io non esisto.
Il mondo non me lo permetterebbe.
L’umanità è così ottusa…
Così ipocrita…
Così incapace di compiere delle scelte che preferisce vivere nella sofferenza e nell’ingiustizia.
Basterebbe poco per cambiare ogni cosa.
La consapevolezza individuale di essere molto di più di quello che vi dicono di essere.
Ogni essere umano possiede l’innata capacità di cambiare l’esistenza di chi lo circonda, un potere straordinario in grado di stravolgere l’intero mondo.
Ma rivelarsi a sé stessi è un atto di estremo coraggio.
Un pastore è in grado di comandare centinaia di pecore, esse vanno esattamente dove lui le conduce, anche se il punto di arrivo fosse un macello, loro si getterebbero in braccio alla morte una dopo l’altra.
Esattamente come l’umanità.
Gregge apatico guidato da una manciata di pastori.
Ciò che vi preme è l’erba da brucare, tutto quello che avete intorno è relativo.
Fame, violenza, soprusi, mediocrità, inadeguatezza, vergogna, umiliazione… Sentimenti che costellano la vostra esistenza.
Ognuno di voi è un essere unico ed irripetibile, straordinario, ma infinitamente insicuro e debole.
E’ veramente la mediocrità che meritate? Oppure la vostra anima ambisce a qualcosa di più alto?
Vi chiedete mai se state vivendo?
Le ore scorrono, i giorni passano, uno dopo l’altro, mesi, anni, e la vita vi scivola addosso nell’inutilità…
Camminate su questa terra solo per soddisfare i vostri bisogni primari. Il mondo ha bisogno che voi lavoriate, per poter far si che possiate permettervi di avere una casa, di poter mangiare, bere, dormire, riprodurvi… Siete animali in mano ad un sistema…
Molti non si pongono domande, tuttavia è impossibile ottenere risposte. I fili che muovono le vostre vite sono talmente sottili da essere invisibili, ma allo stesso tempo estremamente fragili. Il sistema si fonda sulla vostra insicurezza ed incapacità di prendere decisioni.
Basterebbe che vi fermiate.
L’ingranaggio si bloccherebbe strappando tutti i filamenti che vi tengono incollati alla schiavitù.
Basterebbe un ora.
Un ora ed il mondo andrebbe in mille pezzi, e dalle sue macerie sorgerebbe una nuova concezione di sé.
L’anarchia è generalmente vista come una forma di caos, dove i violenti approfittano con ferocia dei deboli e degli innocenti, questo perché i così detti buoni sono coloro che apaticamente vivono nell’insicurezza e nell’indecisione.
I tiepidi sono la salvezza del mondo degenerato in cui viviamo.
Vi hanno fatto credere che siamo tutti uguali, che ogni essere umano è fratello dell’altro, alcuni invece vi hanno deviato, ponendo le differenze su fattori inutili come la razza, il colore della pelle, la religione, il retaggio culturale, il tenore di vita…
Mentalità ristrette ottenebrate dalla paura del diverso.
La verità è che non tutti sono degni di essere chiamati umani.
Quante volte avete sentito storie atroci di esseri spietati che infliggono danni inumani senza rimorso.
Prendete ad esempio della notizia più terribile che avete mai letto, la storia più atroce  e violenta che ricordate.
La vostra vita vale quanto quella dei carnefici?
Smettete di essere tiepidi, ovattati in una morale stantia.
Non tutti hanno il diritto di vivere.
La domanda che vi farete è che nessuno ha il diritto di decidere della vita degli altri, e mentre voi restate nell’indecisione e nella tiepidità gli inumani spargono sangue nel mondo, uccidendo coloro i quali invidiano di più.
I possessori di anima.
E’ questa l’unica differenza di razza.
La razza umana.
Esiste un anima.
Ma non tutti gli esseri viventi ne posseggono una, e questa non è una distinzione di specie.

Gaia.

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Informazioni su E.Velluti

Scrivo cercando una connessione con il mondo che non c’è, usando la fantasia per spingermi oltre il velo ingrigito della realtà. Quando ero piccolo giocavo immaginando storie e racconti, essi vibravano così forte in me da percepirne il richiamo ancora adesso. Oggi cammino tenendo per mano il bambino che sono stato, lasciando che mi accompagni in quegli universi sconosciuti, visibili solo con i suo i occhi. Ne assorbo l’essenza, vivo le sue emozioni e attendo che la storia si manifesti. Quando la sua anima vibra io inizio a scrivere, riportando su di un foglio digitale ciò che la fantasia ha creato. Le parole scalpitano nella mente una volta stabilito il contatto. Creo mondi, storie e personaggi, assaggiandone ogni emozione. Cercando in questo mondo virtuale, il lettore che entri in risonanza con le vibrazioni che si espandono tra le mie pagine. Tentando di risvegliare la magia: strumento che da bambini ci obbligarono a chiamare fantasia…

Pubblicato il gennaio 29, 2014 su Gaia. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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