Binari

Le righe che state per leggere, sono i pensieri di un personaggio per il mio nuovo progetto. E.V.

iononesisto

Il sistema è una carcassa che si contorce nutrendosi dei propri escrementi.
Metà del mondo divora sé stesso per poter sostentare il proprio benessere.
L’umanità è schiacciata e avvelenata da se stessa.
Tutti vagano su questa terra, concentrati unicamente a portare avanti la propria esistenza, seguendo il binario delle loro convinzioni.
L’uomo segue ciecamente ciò a cui si è  affidato, senza ammettere mai di aver sbagliato strada. Ne è consapevole, ma non farà mai un passo indietro. Esso equivarrebbe ad accettare che la propria vita è basata sul nulla.
Metà del tempo gli umani più fortunati lo passano lavorando, dedicandosi ad un occupazione che ha il solo scopo di procurargli un reddito che gli permetta di continuare a vivere.
Misurano la libertà in base alla larghezza della propria gabbia.
Come animali seguono uno schema preciso: Procurarsi da mangiare, riprodursi, morire.
Hanno rinchiuso l’umanità in uno schema che schiaccia gli spiriti più nobili.
Il solo non riuscire ad immaginare un mondo senza denaro è la chiara e lampante  dimostrazione che le menti degli uomini sono condizionate da un assenza di alternativa, prigioniere di una visione imposta.
L’ansia divora le anime, frustrate da una totale assenza di scopo.
L’uomo vaga errando sulla sua madre terra, vomitando acidi e angoscia che ne corrompono la superficie.
Esiste un lato del mondo che non osate guardare, fatto di violenze inaudite, di orrori indescrivibili, di urla e grida che risuonano nell’aria fino a spaccare le gole. Esiste un mondo lordo di sangue e dolore che non volete accettare, perché altrimenti vi accorgereste quanto questo sistema si tenga in piedi sfruttando le vite della parte meno abbiente dell’umanità.

Gaia

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Informazioni su E.Velluti

Scrivo cercando una connessione con il mondo che non c’è, usando la fantasia per spingermi oltre il velo ingrigito della realtà. Quando ero piccolo giocavo immaginando storie e racconti, essi vibravano così forte in me da percepirne il richiamo ancora adesso. Oggi cammino tenendo per mano il bambino che sono stato, lasciando che mi accompagni in quegli universi sconosciuti, visibili solo con i suo i occhi. Ne assorbo l’essenza, vivo le sue emozioni e attendo che la storia si manifesti. Quando la sua anima vibra io inizio a scrivere, riportando su di un foglio digitale ciò che la fantasia ha creato. Le parole scalpitano nella mente una volta stabilito il contatto. Creo mondi, storie e personaggi, assaggiandone ogni emozione. Cercando in questo mondo virtuale, il lettore che entri in risonanza con le vibrazioni che si espandono tra le mie pagine. Tentando di risvegliare la magia: strumento che da bambini ci obbligarono a chiamare fantasia…

Pubblicato il gennaio 31, 2014 su Gaia. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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