In una sola ora

Cosa succederebbe se una gran parte dell’umanità disseminata nel globo, in un determinato giorno si fermasse simultaneamente da ogni lavoro, attività, o azione per almeno un’ ora?
Quello che molti risponderebbero sta alla voce di: caos, distruzione, catastrofi, morte, ect
Che da una parte è una risposta normale, pura logica, ma il fatto è che non siamo più in grado di pensare al di là delle sovrastrutture di pensiero che hanno plasmato il nostro modo di ragionare, di generazione in generazione.
Se vi chiedessi: Immaginate un mondo senza soldi.
Il solo fatto di non riuscire nemmeno a pensare ad un sistema di mondo così diverso dall’ordine costituito delle cose è un sintomo.
Eppure i soldi che si spendono per fare le guerre, basterebbero per sfamare ogni individuo e donargli una casa.
Non è una questione pratica, è una questione mentale.
L’ingranaggio del sistema non è progettato per fermarsi, per questo se un elevato numero di esseri umani sparsi nel globo mettessero in atto questo sciopero totale per una sola ora, l’intero mondo subirebbe un epocale evento irreversibile.
Forse sarebbe la chiave di volta.
L’ingranaggio andrebbe in frantumi e l’incantesimo che tiene assopita la razza umana si spezzerebbe.
Perché bisogna cominciare a rendersi conto che la realtà delle cose ci è completamente sconosciuta.
Viviamo senza farci troppe domande, senza mai andare oltre, perché la nostra individuale esistenza e circondata da una bolla che ci tiene al sicuro e ci protegge dalla cruda verità.
Il nostro benessere è sporco di sangue, perché se una parte di mondo può permettersi di vivere una vita confortevole, e continuare a svilupparsi, lo deve ad un’altra parte del pianeta fatta di povertà assoluta, schiavitù estrema, e della totale mancanza di significato per la parola essere umano.
Eppure siamo costantemente connessi con ogni parte del pianete, abbiamo accesso ad ogni tipo d’informazione, ma in questo sistema profondamente consumista, siamo solo schiavi compratori.
Ma come già detto non è una questione pratica, bensì mentale.
Come consumatori abbiamo un potere spropositato: scegliere cosa e da chi comprare.
Già questa banale presa di coscienza potrebbe ribaltare il destino di una nazione.
In un era di globalizzazione come la nostra, dovrebbe essere semplice riuscire a rovesciare l’ordine costituito e cambiare questo mondo alla deriva, tuttavia ogni cosa rimane esattamente com’è.
Perché?
Perché non ci fermiamo tutti un attimo a riflettere.
Riflettere solamente, senza libri senza musica, soltanto noi e la voce dei nostri pensieri.
Possibile non ci sia un altro modo, un’altra via?
Bisognerebbe scegliere un giorno, e come umanità fermarsi almeno per un ora.
Ci renderemo conto di vivere in un mondo completamente finto, e che la maggior parte delle azioni che compiamo in una giornata sono assolutamente inutili.
Non abbiamo effettivamente coscienza di noi stessi, per questo non ne abbiamo minimamente degli altri.
Siamo indifferenti alla vita perché nonostante l’enorme potere che abbiamo nelle mani, come popolo, come umanità, non riusciamo a cambiare nulla di una sola virgola.
L’ordine costituito è immutabile, perché la nostra mente ragiona all’interno delle sovrastrutture che gli sono state costruite intorno.
Il mondo non potrà mai cambiare, almeno fino a quando non saremo in grado di immaginarne uno diverso.

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Informazioni su E.Velluti

Scrivo cercando una connessione con il mondo che non c’è, usando la fantasia per spingermi oltre il velo ingrigito della realtà. Quando ero piccolo giocavo immaginando storie e racconti, essi vibravano così forte in me da percepirne il richiamo ancora adesso. Oggi cammino tenendo per mano il bambino che sono stato, lasciando che mi accompagni in quegli universi sconosciuti, visibili solo con i suo i occhi. Ne assorbo l’essenza, vivo le sue emozioni e attendo che la storia si manifesti. Quando la sua anima vibra io inizio a scrivere, riportando su di un foglio digitale ciò che la fantasia ha creato. Le parole scalpitano nella mente una volta stabilito il contatto. Creo mondi, storie e personaggi, assaggiandone ogni emozione. Cercando in questo mondo virtuale, il lettore che entri in risonanza con le vibrazioni che si espandono tra le mie pagine. Tentando di risvegliare la magia: strumento che da bambini ci obbligarono a chiamare fantasia…

Pubblicato il agosto 5, 2014 su Pensieri. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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