Archivio mensile:settembre 2014

Spazi Vuoti

Esiste un vuoto dentro ognuno di noi, una voragine che dà vertigini all’anima. E’ una delle condizioni che accomuna tutti gli esseri umani. Il disagio che crea si prova a colmarlo nei modi più disparati, ognuno getta dentro quello che può, nel disperato tentativo di riempire lo spazio vuoto e non subire la paura generata da quell’abisso inconscio. Per citarne solo un paio, forse i più significativi, mi vengono in mente la droga e la religione, entrambi a mio avviso due modi per annebbiare la mente e non pensare.
Ma per quanto ci si sforzi, il vuoto resta incolmabile, immutabile e vorace.
L’eterna sensazione che qualcosa manca.
Mentre prosegue il viaggio resta inchiodata lì, come il timore comune di aver dimenticato qualcosa a casa prima di partire.
Lo spazio vuoto è un disagio della nostra esistenza, è la memoria remota del nostro essere che ricorda aldilà delle ere, il tempo in cui fummo completi.
Qualcosa è andato perduto all’inizio della storia umana, qualcosa che ci è stato tolto e ci ha costretti a strisciare attraverso epoche, ognuna a suo modo, alienanti e oppressive.
Noi non siamo nemmeno la metà di quello che potremmo essere.
Camminiamo nei giorni della nostra vita alla ricerca di ciò che è andato perduto, spinti più o meno inconsciamente da quella sensazione di mancanza che ci costringe a riempire gli spazi vuoti.
Qualunque cosa getteremo nel pozzo della nostra anima, la condizione resterà immutabile, un lamento inascoltato.
L’abisso non va riempito, va osservato, contemplato, in modo che la sua presenza risvegli in noi la memoria e la consapevolezza di ciò che dovremmo essere.
In quello spazio vuoto una volta era collocato il significato stesso dell’esistenza umana.

spazi vuoti