Spazi Vuoti

Esiste un vuoto dentro ognuno di noi, una voragine che dà vertigini all’anima. E’ una delle condizioni che accomuna tutti gli esseri umani. Il disagio che crea si prova a colmarlo nei modi più disparati, ognuno getta dentro quello che può, nel disperato tentativo di riempire lo spazio vuoto e non subire la paura generata da quell’abisso inconscio. Per citarne solo un paio, forse i più significativi, mi vengono in mente la droga e la religione, entrambi a mio avviso due modi per annebbiare la mente e non pensare.
Ma per quanto ci si sforzi, il vuoto resta incolmabile, immutabile e vorace.
L’eterna sensazione che qualcosa manca.
Mentre prosegue il viaggio resta inchiodata lì, come il timore comune di aver dimenticato qualcosa a casa prima di partire.
Lo spazio vuoto è un disagio della nostra esistenza, è la memoria remota del nostro essere che ricorda aldilà delle ere, il tempo in cui fummo completi.
Qualcosa è andato perduto all’inizio della storia umana, qualcosa che ci è stato tolto e ci ha costretti a strisciare attraverso epoche, ognuna a suo modo, alienanti e oppressive.
Noi non siamo nemmeno la metà di quello che potremmo essere.
Camminiamo nei giorni della nostra vita alla ricerca di ciò che è andato perduto, spinti più o meno inconsciamente da quella sensazione di mancanza che ci costringe a riempire gli spazi vuoti.
Qualunque cosa getteremo nel pozzo della nostra anima, la condizione resterà immutabile, un lamento inascoltato.
L’abisso non va riempito, va osservato, contemplato, in modo che la sua presenza risvegli in noi la memoria e la consapevolezza di ciò che dovremmo essere.
In quello spazio vuoto una volta era collocato il significato stesso dell’esistenza umana.

spazi vuoti

Annunci

Informazioni su E.Velluti

Scrivo cercando una connessione con il mondo che non c’è, usando la fantasia per spingermi oltre il velo ingrigito della realtà. Quando ero piccolo giocavo immaginando storie e racconti, essi vibravano così forte in me da percepirne il richiamo ancora adesso. Oggi cammino tenendo per mano il bambino che sono stato, lasciando che mi accompagni in quegli universi sconosciuti, visibili solo con i suo i occhi. Ne assorbo l’essenza, vivo le sue emozioni e attendo che la storia si manifesti. Quando la sua anima vibra io inizio a scrivere, riportando su di un foglio digitale ciò che la fantasia ha creato. Le parole scalpitano nella mente una volta stabilito il contatto. Creo mondi, storie e personaggi, assaggiandone ogni emozione. Cercando in questo mondo virtuale, il lettore che entri in risonanza con le vibrazioni che si espandono tra le mie pagine. Tentando di risvegliare la magia: strumento che da bambini ci obbligarono a chiamare fantasia…

Pubblicato il settembre 9, 2014 su Pensieri. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: