Archivio mensile:ottobre 2014

La pirateria (senza scopo di lucro) Arrr!

Ho voglia di fare una riflessione sul tema della pirateria digitale (SENZA SCOPO DI LUCRO).
Partendo dal presupposto che non esiste soluzione al problema, l’unica strada è cercare di fare un ragionamento, mentre è palesemente sbagliato demonizzare il tema.
Tra autori è sicuramente un discorso che divide, ma senza entrare nel merito di chi ha ragione volevo esporre i miei pensieri in proposito.
Prima di tutto c’è da fare una premessa: dire che chi scarica illegalmente è un LADRO, è una gigantesca cazzata.
E’ un po’ come dire che chi sfragna na zanzara sur muro è n’assassino.
Questo perché se io scarico un cd illegalmente da internet, non faccio un danno a nessuno, perché è molto probabile che io quel cd non lo comprerei mai. Mentre se vado in un negozio a rubarlo, quindi trattasi di oggetto fisico, arrecherei danno al negozio e chi ha materialmente stampato il disco etc.
Fino a qui mi sembra una differenza logica e sostanziale.
Andiamo avanti.
E’ sacrosanto che venga riconosciuto il lavoro di chi produce materiale di intrattenimento o divulgazione culturale e artistica di qualsiasi genere (musica, film, videogiochi, libri, etc) e che quindi debba essere pagato, questo non è in discussione.
Di fatto però, la maggior parte delle persone scarica perché non può permettersi di comperare, ed anche se questa non è una giustificazione, va preso in considerazione che il contributo monetario di quelle persone non farebbe comunque parte degli introiti dell’ “artista”, anche senza pirateria.
Andrebbe invece sicuramente condannato chi rivende materiale pirata, perché di fatto sta vendendo qualcosa di proprietà di qualcun altro, guadagnando soldi che non gli spetterebbero.
La pirateria senza scopo di lucro, secondo me è qualcosa di positivo se si ha una visione aldilà del tempo.
Essa rientra nei miglioramenti che il progresso tecnologico e l’espandersi della connettività porta con sé.
E’ un discorso un po’ ampio, ma l’evoluzione di una società sana deve andare verso la direzione in cui qualsiasi contenuto artistico, culturale, ludico o di conoscenza, possa essere accessibile a chiunque gratuitamente.
E’ ciò che dovrebbe augurarsi chi si reputa un artista, perché lo scopo dell’arte stessa è la divulgazione della conoscenza e dell’emozionalità umana sotto ogni minimo aspetto.
Questo non vuol dire assolutamente lavorare gratis, ma magari essere supportati con donazioni di chi ammira le tue opere, così che anche un bacino minimo di “fans” possa tramutarsi in uno stipendio per l’”artista”.
Un autore non può considerare ciò che realizza, soltanto con l’ottica di avere in mano una merce da vendere.
L’arte, la cultura, la musica, e tutto ciò che ci eleva come esseri umani, non può essere ad esclusivo appannaggio di chi può permetterselo.
Io come scrittore vorrei continuare a rendere disponibili i miei libri gratuitamente, come ho già fatto con l’ebook de Le ombre della Dea 1, e guadagnare con chi apprezzando il mio lavoro deciderà di comprarsi il cartaceo. Questo probabilmente non mi farà avere delle buone entrate, sicuramente non subito, ma se quello che scrivo piace, chi vorrà leggere i miei libri lo farà gratuitamente e comprerà il cartaceo per supportare “l’autore”, contribuendo di propria volontà e direttamente al sostentamento dell’”artista”.
Questa non è a mio parere una visione utopica, ma solo la strada che ci riserverà il futuro.Senza titolo-1

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