Archivio dell'autore: E.Velluti

Ciao…

Non posso dire che ti conoscevo bene, ma chi è conosciamo veramente in fondo?
Eri una persona semplice e buona, questi sono elementi sufficienti per poter dire che è un peccato che tu non ci sia più e che mi mancherai.
Ci vuole del tempo per rendersene conto, domani torneremo a lavoro, e nonostante tutti ci comporteremo normalmente, nel cuore continueremo a piangere la tua assenza.
Quando qualcuno se ne va, le vite delle persone collegate ad esso cambiano.
Il destino riprende a girare cercando un nuovo assetto e un nuovo equilibrio, affinché tutto continui ad andare avanti.
La perdita di qualcuno inevitabilmente porta a riflettere su noi stessi.
Viviamo le nostre vite come non ci fosse un domani, per il futuro mettiamo da parte il presente, e rimandiamo desideri, sentimenti e sogni.
Gli animali vivono costantemente pensando alla morte, e per questo si adoperano soltanto per la sopravvivenza.
L’essere umano si è evoluto quando ha iniziato a pensare al futuro, mettendo da parte la consapevolezza della suo non essere eterno.
E’ forse il rovescio della medaglia per essere quella specie che definiamo “intelligente.”
Il tempo è un illusione, non lo possediamo, l’unica cosa che è veramente nostra è il presente, e l’unica cosa che conta nella vita sono l’affetto delle persone di cui decidiamo di circondarci.
L’amore è la vita stessa.
Sono sicuro che sei stato una persona amata.
Io non sono in grado di capire a fondo il dolore di una perdita, né di entrare in empatia con il dolore delle persone chi ti hanno amato, ma so che hai delle figlie molto forti, che sicuramente continueranno a renderti fiero di loro, ovunque tu sia ora.

Ciao Luigi.

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La pirateria (senza scopo di lucro) Arrr!

Ho voglia di fare una riflessione sul tema della pirateria digitale (SENZA SCOPO DI LUCRO).
Partendo dal presupposto che non esiste soluzione al problema, l’unica strada è cercare di fare un ragionamento, mentre è palesemente sbagliato demonizzare il tema.
Tra autori è sicuramente un discorso che divide, ma senza entrare nel merito di chi ha ragione volevo esporre i miei pensieri in proposito.
Prima di tutto c’è da fare una premessa: dire che chi scarica illegalmente è un LADRO, è una gigantesca cazzata.
E’ un po’ come dire che chi sfragna na zanzara sur muro è n’assassino.
Questo perché se io scarico un cd illegalmente da internet, non faccio un danno a nessuno, perché è molto probabile che io quel cd non lo comprerei mai. Mentre se vado in un negozio a rubarlo, quindi trattasi di oggetto fisico, arrecherei danno al negozio e chi ha materialmente stampato il disco etc.
Fino a qui mi sembra una differenza logica e sostanziale.
Andiamo avanti.
E’ sacrosanto che venga riconosciuto il lavoro di chi produce materiale di intrattenimento o divulgazione culturale e artistica di qualsiasi genere (musica, film, videogiochi, libri, etc) e che quindi debba essere pagato, questo non è in discussione.
Di fatto però, la maggior parte delle persone scarica perché non può permettersi di comperare, ed anche se questa non è una giustificazione, va preso in considerazione che il contributo monetario di quelle persone non farebbe comunque parte degli introiti dell’ “artista”, anche senza pirateria.
Andrebbe invece sicuramente condannato chi rivende materiale pirata, perché di fatto sta vendendo qualcosa di proprietà di qualcun altro, guadagnando soldi che non gli spetterebbero.
La pirateria senza scopo di lucro, secondo me è qualcosa di positivo se si ha una visione aldilà del tempo.
Essa rientra nei miglioramenti che il progresso tecnologico e l’espandersi della connettività porta con sé.
E’ un discorso un po’ ampio, ma l’evoluzione di una società sana deve andare verso la direzione in cui qualsiasi contenuto artistico, culturale, ludico o di conoscenza, possa essere accessibile a chiunque gratuitamente.
E’ ciò che dovrebbe augurarsi chi si reputa un artista, perché lo scopo dell’arte stessa è la divulgazione della conoscenza e dell’emozionalità umana sotto ogni minimo aspetto.
Questo non vuol dire assolutamente lavorare gratis, ma magari essere supportati con donazioni di chi ammira le tue opere, così che anche un bacino minimo di “fans” possa tramutarsi in uno stipendio per l’”artista”.
Un autore non può considerare ciò che realizza, soltanto con l’ottica di avere in mano una merce da vendere.
L’arte, la cultura, la musica, e tutto ciò che ci eleva come esseri umani, non può essere ad esclusivo appannaggio di chi può permetterselo.
Io come scrittore vorrei continuare a rendere disponibili i miei libri gratuitamente, come ho già fatto con l’ebook de Le ombre della Dea 1, e guadagnare con chi apprezzando il mio lavoro deciderà di comprarsi il cartaceo. Questo probabilmente non mi farà avere delle buone entrate, sicuramente non subito, ma se quello che scrivo piace, chi vorrà leggere i miei libri lo farà gratuitamente e comprerà il cartaceo per supportare “l’autore”, contribuendo di propria volontà e direttamente al sostentamento dell’”artista”.
Questa non è a mio parere una visione utopica, ma solo la strada che ci riserverà il futuro.Senza titolo-1

Spazi Vuoti

Esiste un vuoto dentro ognuno di noi, una voragine che dà vertigini all’anima. E’ una delle condizioni che accomuna tutti gli esseri umani. Il disagio che crea si prova a colmarlo nei modi più disparati, ognuno getta dentro quello che può, nel disperato tentativo di riempire lo spazio vuoto e non subire la paura generata da quell’abisso inconscio. Per citarne solo un paio, forse i più significativi, mi vengono in mente la droga e la religione, entrambi a mio avviso due modi per annebbiare la mente e non pensare.
Ma per quanto ci si sforzi, il vuoto resta incolmabile, immutabile e vorace.
L’eterna sensazione che qualcosa manca.
Mentre prosegue il viaggio resta inchiodata lì, come il timore comune di aver dimenticato qualcosa a casa prima di partire.
Lo spazio vuoto è un disagio della nostra esistenza, è la memoria remota del nostro essere che ricorda aldilà delle ere, il tempo in cui fummo completi.
Qualcosa è andato perduto all’inizio della storia umana, qualcosa che ci è stato tolto e ci ha costretti a strisciare attraverso epoche, ognuna a suo modo, alienanti e oppressive.
Noi non siamo nemmeno la metà di quello che potremmo essere.
Camminiamo nei giorni della nostra vita alla ricerca di ciò che è andato perduto, spinti più o meno inconsciamente da quella sensazione di mancanza che ci costringe a riempire gli spazi vuoti.
Qualunque cosa getteremo nel pozzo della nostra anima, la condizione resterà immutabile, un lamento inascoltato.
L’abisso non va riempito, va osservato, contemplato, in modo che la sua presenza risvegli in noi la memoria e la consapevolezza di ciò che dovremmo essere.
In quello spazio vuoto una volta era collocato il significato stesso dell’esistenza umana.

spazi vuoti

In una sola ora

Cosa succederebbe se una gran parte dell’umanità disseminata nel globo, in un determinato giorno si fermasse simultaneamente da ogni lavoro, attività, o azione per almeno un’ ora?
Quello che molti risponderebbero sta alla voce di: caos, distruzione, catastrofi, morte, ect
Che da una parte è una risposta normale, pura logica, ma il fatto è che non siamo più in grado di pensare al di là delle sovrastrutture di pensiero che hanno plasmato il nostro modo di ragionare, di generazione in generazione.
Se vi chiedessi: Immaginate un mondo senza soldi.
Il solo fatto di non riuscire nemmeno a pensare ad un sistema di mondo così diverso dall’ordine costituito delle cose è un sintomo.
Eppure i soldi che si spendono per fare le guerre, basterebbero per sfamare ogni individuo e donargli una casa.
Non è una questione pratica, è una questione mentale.
L’ingranaggio del sistema non è progettato per fermarsi, per questo se un elevato numero di esseri umani sparsi nel globo mettessero in atto questo sciopero totale per una sola ora, l’intero mondo subirebbe un epocale evento irreversibile.
Forse sarebbe la chiave di volta.
L’ingranaggio andrebbe in frantumi e l’incantesimo che tiene assopita la razza umana si spezzerebbe.
Perché bisogna cominciare a rendersi conto che la realtà delle cose ci è completamente sconosciuta.
Viviamo senza farci troppe domande, senza mai andare oltre, perché la nostra individuale esistenza e circondata da una bolla che ci tiene al sicuro e ci protegge dalla cruda verità.
Il nostro benessere è sporco di sangue, perché se una parte di mondo può permettersi di vivere una vita confortevole, e continuare a svilupparsi, lo deve ad un’altra parte del pianeta fatta di povertà assoluta, schiavitù estrema, e della totale mancanza di significato per la parola essere umano.
Eppure siamo costantemente connessi con ogni parte del pianete, abbiamo accesso ad ogni tipo d’informazione, ma in questo sistema profondamente consumista, siamo solo schiavi compratori.
Ma come già detto non è una questione pratica, bensì mentale.
Come consumatori abbiamo un potere spropositato: scegliere cosa e da chi comprare.
Già questa banale presa di coscienza potrebbe ribaltare il destino di una nazione.
In un era di globalizzazione come la nostra, dovrebbe essere semplice riuscire a rovesciare l’ordine costituito e cambiare questo mondo alla deriva, tuttavia ogni cosa rimane esattamente com’è.
Perché?
Perché non ci fermiamo tutti un attimo a riflettere.
Riflettere solamente, senza libri senza musica, soltanto noi e la voce dei nostri pensieri.
Possibile non ci sia un altro modo, un’altra via?
Bisognerebbe scegliere un giorno, e come umanità fermarsi almeno per un ora.
Ci renderemo conto di vivere in un mondo completamente finto, e che la maggior parte delle azioni che compiamo in una giornata sono assolutamente inutili.
Non abbiamo effettivamente coscienza di noi stessi, per questo non ne abbiamo minimamente degli altri.
Siamo indifferenti alla vita perché nonostante l’enorme potere che abbiamo nelle mani, come popolo, come umanità, non riusciamo a cambiare nulla di una sola virgola.
L’ordine costituito è immutabile, perché la nostra mente ragiona all’interno delle sovrastrutture che gli sono state costruite intorno.
Il mondo non potrà mai cambiare, almeno fino a quando non saremo in grado di immaginarne uno diverso.

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Le ombre della Dea 1 Valutazione Select Self Publishing

La nuova versione de “Le ombre della Dea 1 (sovrastare il destino)” Si è guadagnata la medaglia d’argento nella valutazione del Select Self Publishing. Leggi la recensione qui:

http://www.selectedselfpublishing.it/autori/velluti-emanuele/le-ombre-della-dea-1-sovrastare-il-destino/

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Fragili

Le righe che state per leggere, sono i pensieri di un personaggio per il mio nuovo progetto. E.V.

iononesisto

Vi tenete distanti.
Protetti dall’indifferenza non scorgete nello sguardo della gente nessun sentimento.
Il vostro continuo difendervi, per paura che qualcuno vi ferisca l’anima, vi sta atrofizzando il cuore.
Per paura di soffrire non amate, e questo getta ombre sull’intera umanità.
Camminate vicini per le strade della vostra città, ma miliardi di chilometri separano il vostro mondo da quello degli altri.
Avete paura del prossimo.
Temete chiunque non conosciate, la vostra mente proietta cattive intenzioni negli sguardi di ogni sconosciuto.
La vita vi ha insegnato a temere piuttosto che a fidarvi, ma tutta questa diffidenza dove vi sta portando?
Quanti sorrisi sinceri vi lasciate andare durante una giornata?
Cosa accadrebbe se un giorno smetteste di difendervi?
C’è un lato oscuro del mondo pronto a farvi del male, ma le corazze che portate però, vi impediscono di abbracciare l’altra parte.
Quella delle gente che come voi è soltanto in cerca di sentimenti, di calore umano.
Ogni essere umano ha l’incessante bisogno di essere compreso, di essere amato.
Siete creature fragili, ma è l’amore  l’unica cosa in grado di rendervi forti.
La terra è sempre più fredda, e le vostre anime con lei.

Gaia.

29…

Ed anche quest’anno ho compiuto l’orbita.
Il prossimo anno abbandonerò il 2 davanti e saranno 30.
Quindi si cresce e si diventa adulti responsabili, ci si sistema un po’ i vestiti, si inizia a guardare avanti, e si comincia a mettere da parte quella spensieratezza tipica del bambino che è in noi.
“Sto a scherzà! So 29 mica so 40! XD”
Dicono che una volta raggiunti i trenta il tempo comincia a scorrere più veloce, ed in effetti credo proprio che per molti diventi così mentre si procede nel cammino della vita. Il fatto è che si arriva ad avere sempre meno tempo, e le giornate trascorrono eseguendo azioni primarie e biologiche senza dedicarci a nient’altro.
Le responsabilità ed i binari del mondo che viviamo, ci allontanano dal nostro essere inesorabilmente, e quel sorriso pieno d’energia e di sogni diventa un sorriso ancora forte ma nostalgico.
Quindi credo proprio che il tempo per me trascorrerà lentamente…
Io voglio giocare, ridere ad alta voce, urlare, e volare nei miei sogni. Voglio dedicare ogni momento della mia giornata alla fantasia, ed ogni attimo libero al raggiungimento dei miei sogni.
Si cresce è vero e si matura, ma la mano stretta a quel bambino che ero è ancora salda.
Io e lui ci conosciamo, e sappiamo perfettamente che la nostra vita dipende l’una dall’altro.
Le nostre mani tese verso il cielo.
La strada è illuminata da un radiante sole all’orizzonte, ma quella non è la via del tramonto.
Quella è l’alba!

Avanti, ora un altro giro d’orbita e poi ritorno.

E.V.

altro giro

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Binari

Le righe che state per leggere, sono i pensieri di un personaggio per il mio nuovo progetto. E.V.

iononesisto

Il sistema è una carcassa che si contorce nutrendosi dei propri escrementi.
Metà del mondo divora sé stesso per poter sostentare il proprio benessere.
L’umanità è schiacciata e avvelenata da se stessa.
Tutti vagano su questa terra, concentrati unicamente a portare avanti la propria esistenza, seguendo il binario delle loro convinzioni.
L’uomo segue ciecamente ciò a cui si è  affidato, senza ammettere mai di aver sbagliato strada. Ne è consapevole, ma non farà mai un passo indietro. Esso equivarrebbe ad accettare che la propria vita è basata sul nulla.
Metà del tempo gli umani più fortunati lo passano lavorando, dedicandosi ad un occupazione che ha il solo scopo di procurargli un reddito che gli permetta di continuare a vivere.
Misurano la libertà in base alla larghezza della propria gabbia.
Come animali seguono uno schema preciso: Procurarsi da mangiare, riprodursi, morire.
Hanno rinchiuso l’umanità in uno schema che schiaccia gli spiriti più nobili.
Il solo non riuscire ad immaginare un mondo senza denaro è la chiara e lampante  dimostrazione che le menti degli uomini sono condizionate da un assenza di alternativa, prigioniere di una visione imposta.
L’ansia divora le anime, frustrate da una totale assenza di scopo.
L’uomo vaga errando sulla sua madre terra, vomitando acidi e angoscia che ne corrompono la superficie.
Esiste un lato del mondo che non osate guardare, fatto di violenze inaudite, di orrori indescrivibili, di urla e grida che risuonano nell’aria fino a spaccare le gole. Esiste un mondo lordo di sangue e dolore che non volete accettare, perché altrimenti vi accorgereste quanto questo sistema si tenga in piedi sfruttando le vite della parte meno abbiente dell’umanità.

Gaia

Io non esito

Le righe che state per leggere, sono i pensieri di un personaggio per il mio nuovo progetto. E.V.iononesisto

Io non esisto.
Il mondo non me lo permetterebbe.
L’umanità è così ottusa…
Così ipocrita…
Così incapace di compiere delle scelte che preferisce vivere nella sofferenza e nell’ingiustizia.
Basterebbe poco per cambiare ogni cosa.
La consapevolezza individuale di essere molto di più di quello che vi dicono di essere.
Ogni essere umano possiede l’innata capacità di cambiare l’esistenza di chi lo circonda, un potere straordinario in grado di stravolgere l’intero mondo.
Ma rivelarsi a sé stessi è un atto di estremo coraggio.
Un pastore è in grado di comandare centinaia di pecore, esse vanno esattamente dove lui le conduce, anche se il punto di arrivo fosse un macello, loro si getterebbero in braccio alla morte una dopo l’altra.
Esattamente come l’umanità.
Gregge apatico guidato da una manciata di pastori.
Ciò che vi preme è l’erba da brucare, tutto quello che avete intorno è relativo.
Fame, violenza, soprusi, mediocrità, inadeguatezza, vergogna, umiliazione… Sentimenti che costellano la vostra esistenza.
Ognuno di voi è un essere unico ed irripetibile, straordinario, ma infinitamente insicuro e debole.
E’ veramente la mediocrità che meritate? Oppure la vostra anima ambisce a qualcosa di più alto?
Vi chiedete mai se state vivendo?
Le ore scorrono, i giorni passano, uno dopo l’altro, mesi, anni, e la vita vi scivola addosso nell’inutilità…
Camminate su questa terra solo per soddisfare i vostri bisogni primari. Il mondo ha bisogno che voi lavoriate, per poter far si che possiate permettervi di avere una casa, di poter mangiare, bere, dormire, riprodurvi… Siete animali in mano ad un sistema…
Molti non si pongono domande, tuttavia è impossibile ottenere risposte. I fili che muovono le vostre vite sono talmente sottili da essere invisibili, ma allo stesso tempo estremamente fragili. Il sistema si fonda sulla vostra insicurezza ed incapacità di prendere decisioni.
Basterebbe che vi fermiate.
L’ingranaggio si bloccherebbe strappando tutti i filamenti che vi tengono incollati alla schiavitù.
Basterebbe un ora.
Un ora ed il mondo andrebbe in mille pezzi, e dalle sue macerie sorgerebbe una nuova concezione di sé.
L’anarchia è generalmente vista come una forma di caos, dove i violenti approfittano con ferocia dei deboli e degli innocenti, questo perché i così detti buoni sono coloro che apaticamente vivono nell’insicurezza e nell’indecisione.
I tiepidi sono la salvezza del mondo degenerato in cui viviamo.
Vi hanno fatto credere che siamo tutti uguali, che ogni essere umano è fratello dell’altro, alcuni invece vi hanno deviato, ponendo le differenze su fattori inutili come la razza, il colore della pelle, la religione, il retaggio culturale, il tenore di vita…
Mentalità ristrette ottenebrate dalla paura del diverso.
La verità è che non tutti sono degni di essere chiamati umani.
Quante volte avete sentito storie atroci di esseri spietati che infliggono danni inumani senza rimorso.
Prendete ad esempio della notizia più terribile che avete mai letto, la storia più atroce  e violenta che ricordate.
La vostra vita vale quanto quella dei carnefici?
Smettete di essere tiepidi, ovattati in una morale stantia.
Non tutti hanno il diritto di vivere.
La domanda che vi farete è che nessuno ha il diritto di decidere della vita degli altri, e mentre voi restate nell’indecisione e nella tiepidità gli inumani spargono sangue nel mondo, uccidendo coloro i quali invidiano di più.
I possessori di anima.
E’ questa l’unica differenza di razza.
La razza umana.
Esiste un anima.
Ma non tutti gli esseri viventi ne posseggono una, e questa non è una distinzione di specie.

Gaia.