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Spazi Vuoti

Esiste un vuoto dentro ognuno di noi, una voragine che dà vertigini all’anima. E’ una delle condizioni che accomuna tutti gli esseri umani. Il disagio che crea si prova a colmarlo nei modi più disparati, ognuno getta dentro quello che può, nel disperato tentativo di riempire lo spazio vuoto e non subire la paura generata da quell’abisso inconscio. Per citarne solo un paio, forse i più significativi, mi vengono in mente la droga e la religione, entrambi a mio avviso due modi per annebbiare la mente e non pensare.
Ma per quanto ci si sforzi, il vuoto resta incolmabile, immutabile e vorace.
L’eterna sensazione che qualcosa manca.
Mentre prosegue il viaggio resta inchiodata lì, come il timore comune di aver dimenticato qualcosa a casa prima di partire.
Lo spazio vuoto è un disagio della nostra esistenza, è la memoria remota del nostro essere che ricorda aldilà delle ere, il tempo in cui fummo completi.
Qualcosa è andato perduto all’inizio della storia umana, qualcosa che ci è stato tolto e ci ha costretti a strisciare attraverso epoche, ognuna a suo modo, alienanti e oppressive.
Noi non siamo nemmeno la metà di quello che potremmo essere.
Camminiamo nei giorni della nostra vita alla ricerca di ciò che è andato perduto, spinti più o meno inconsciamente da quella sensazione di mancanza che ci costringe a riempire gli spazi vuoti.
Qualunque cosa getteremo nel pozzo della nostra anima, la condizione resterà immutabile, un lamento inascoltato.
L’abisso non va riempito, va osservato, contemplato, in modo che la sua presenza risvegli in noi la memoria e la consapevolezza di ciò che dovremmo essere.
In quello spazio vuoto una volta era collocato il significato stesso dell’esistenza umana.

spazi vuoti

In una sola ora

Cosa succederebbe se una gran parte dell’umanità disseminata nel globo, in un determinato giorno si fermasse simultaneamente da ogni lavoro, attività, o azione per almeno un’ ora?
Quello che molti risponderebbero sta alla voce di: caos, distruzione, catastrofi, morte, ect
Che da una parte è una risposta normale, pura logica, ma il fatto è che non siamo più in grado di pensare al di là delle sovrastrutture di pensiero che hanno plasmato il nostro modo di ragionare, di generazione in generazione.
Se vi chiedessi: Immaginate un mondo senza soldi.
Il solo fatto di non riuscire nemmeno a pensare ad un sistema di mondo così diverso dall’ordine costituito delle cose è un sintomo.
Eppure i soldi che si spendono per fare le guerre, basterebbero per sfamare ogni individuo e donargli una casa.
Non è una questione pratica, è una questione mentale.
L’ingranaggio del sistema non è progettato per fermarsi, per questo se un elevato numero di esseri umani sparsi nel globo mettessero in atto questo sciopero totale per una sola ora, l’intero mondo subirebbe un epocale evento irreversibile.
Forse sarebbe la chiave di volta.
L’ingranaggio andrebbe in frantumi e l’incantesimo che tiene assopita la razza umana si spezzerebbe.
Perché bisogna cominciare a rendersi conto che la realtà delle cose ci è completamente sconosciuta.
Viviamo senza farci troppe domande, senza mai andare oltre, perché la nostra individuale esistenza e circondata da una bolla che ci tiene al sicuro e ci protegge dalla cruda verità.
Il nostro benessere è sporco di sangue, perché se una parte di mondo può permettersi di vivere una vita confortevole, e continuare a svilupparsi, lo deve ad un’altra parte del pianeta fatta di povertà assoluta, schiavitù estrema, e della totale mancanza di significato per la parola essere umano.
Eppure siamo costantemente connessi con ogni parte del pianete, abbiamo accesso ad ogni tipo d’informazione, ma in questo sistema profondamente consumista, siamo solo schiavi compratori.
Ma come già detto non è una questione pratica, bensì mentale.
Come consumatori abbiamo un potere spropositato: scegliere cosa e da chi comprare.
Già questa banale presa di coscienza potrebbe ribaltare il destino di una nazione.
In un era di globalizzazione come la nostra, dovrebbe essere semplice riuscire a rovesciare l’ordine costituito e cambiare questo mondo alla deriva, tuttavia ogni cosa rimane esattamente com’è.
Perché?
Perché non ci fermiamo tutti un attimo a riflettere.
Riflettere solamente, senza libri senza musica, soltanto noi e la voce dei nostri pensieri.
Possibile non ci sia un altro modo, un’altra via?
Bisognerebbe scegliere un giorno, e come umanità fermarsi almeno per un ora.
Ci renderemo conto di vivere in un mondo completamente finto, e che la maggior parte delle azioni che compiamo in una giornata sono assolutamente inutili.
Non abbiamo effettivamente coscienza di noi stessi, per questo non ne abbiamo minimamente degli altri.
Siamo indifferenti alla vita perché nonostante l’enorme potere che abbiamo nelle mani, come popolo, come umanità, non riusciamo a cambiare nulla di una sola virgola.
L’ordine costituito è immutabile, perché la nostra mente ragiona all’interno delle sovrastrutture che gli sono state costruite intorno.
Il mondo non potrà mai cambiare, almeno fino a quando non saremo in grado di immaginarne uno diverso.

Senza titolo-1

29…

Ed anche quest’anno ho compiuto l’orbita.
Il prossimo anno abbandonerò il 2 davanti e saranno 30.
Quindi si cresce e si diventa adulti responsabili, ci si sistema un po’ i vestiti, si inizia a guardare avanti, e si comincia a mettere da parte quella spensieratezza tipica del bambino che è in noi.
“Sto a scherzà! So 29 mica so 40! XD”
Dicono che una volta raggiunti i trenta il tempo comincia a scorrere più veloce, ed in effetti credo proprio che per molti diventi così mentre si procede nel cammino della vita. Il fatto è che si arriva ad avere sempre meno tempo, e le giornate trascorrono eseguendo azioni primarie e biologiche senza dedicarci a nient’altro.
Le responsabilità ed i binari del mondo che viviamo, ci allontanano dal nostro essere inesorabilmente, e quel sorriso pieno d’energia e di sogni diventa un sorriso ancora forte ma nostalgico.
Quindi credo proprio che il tempo per me trascorrerà lentamente…
Io voglio giocare, ridere ad alta voce, urlare, e volare nei miei sogni. Voglio dedicare ogni momento della mia giornata alla fantasia, ed ogni attimo libero al raggiungimento dei miei sogni.
Si cresce è vero e si matura, ma la mano stretta a quel bambino che ero è ancora salda.
Io e lui ci conosciamo, e sappiamo perfettamente che la nostra vita dipende l’una dall’altro.
Le nostre mani tese verso il cielo.
La strada è illuminata da un radiante sole all’orizzonte, ma quella non è la via del tramonto.
Quella è l’alba!

Avanti, ora un altro giro d’orbita e poi ritorno.

E.V.

altro giro

Fermati

Fermati.
Stai camminando distante dal mondo che ti circonda.
Percorri le stesse strade, gli stessi posti avanti ed indietro durante la giornata, ma quello che hai intorno non esiste. Come fossi solo tu, isolato nei pensieri della tua mente, ed il resto del mondo fuori dipinto sfocato su uno sfondo.
Ma aldilà delle tue barriere esistono altre vite, altre creature in grado di provare i tuoi stessi sentimenti, le tue stesse paure, ed i tuoi stessi bisogni.
Sei troppo occupato della tua vita per poter prestare attenzione al resto.
Ti proteggi dalla sofferenza intorno a te e tiri dritto, anestetizzandoti l’anima.
Un rumore, ruote che stridono, ed i guaiti di un cane.
Vedi l’animale correre via dalla strada e raggomitolarsi sul bordo del marciapiede.
Ma vai di fretta.
Si fermerà qualcun altro.
E’ solo un cane.
Un milione di scuse ti passano per la testa, si ammassano contorcendosi per soffocare i sempre più flebili impulsi dell’anima.
Tu non puoi fermarti, hai da fare, lasci scorrere, non fa parte del tuo mondo quello che è appena accaduto.
Ti fermeresti solo se incrociassi gli sguardi di chi è accorso sulla scena per sincerarsi delle condizioni del cane. Chiederti come di ti giudicheranno è la sola cosa che ti spingerebbe a restare.
Se degli occhi incrociassero i tuoi non potresti far tacere l’anima.
Si creerebbe un contatto e la gabbia ovattata dentro cui vivi andrebbe in mille pezzi, catapultandoti nel mondo reale. Un mondo dove ci sono persone come te che vivono in gabbia e che a volte vengono sbalzate fuori dal loro guscio.
Di giorno milioni di persone portano occhiali da sole come te, e vanno dritte per la loro strade. Tutti hanno paura che i proprio occhi incontrino quelli di un altro, altrimenti saranno costretti a fermarsi e chiedersi dov’è che stavano andando e se fosse così importante da ignorare la sofferenza altrui.

fermati

Cambiamento

Perché cambiare ci spaventa così tanto?
Dall’alba dei tempi, l’uomo ha sempre rifiutato il cambiamento, osteggiandolo, reprimendolo, e contrastandolo con tutti i mezzi a disposizione.
Ma nonostante le barriere, l’evoluzione delle idee e dello spirito è andata avanti, lenta, ma inesorabile.
Anche nel piccolo della nostra vita quotidiana le novità sono un vortice oscuro da cui teniamo lontano, quasi che esso abbia il potere di risucchiarci e trasfigurare tutto ciò che siamo.
La paura di perdere tutto ciò che abbiamo ottenuto…
Potremmo avere di più, ambire a molto di più, ma il terrore del fallimento ci frena.
Tutto quello che può mettere in discussione le fragili difese con cui ci proteggiamo l’anima è pericoloso.
Siamo pieni di sovrastrutture indotte, che però ci hanno fatto crescere con una certa sicurezza.
Non abbiamo ancora abbandonato il nido.
Ma il cambiamento prima o poi farà breccia, ridurrà in macerie le mura del mondo, della società e delle nostre vite, costringendoci a rivedere tutto.
Quel giorno capiremo di esserci privati di miliardi di possibilità che avrebbero fatto di noi persone migliori di quello che attualmente siamo.

E.V.

Senza titolo-1

Scrivere

Scrivere ha significati diversi per tutti, ma la voglia di esprimersi e comunicare il proprio essere accomuna ogni autore.
Per molti c’è un portale magico da attraversare, oltre il quale mondi nuovi prendono vita ed in essi le storie dei personaggi che le vivranno.
La fantasia trasforma la realtà, la plasma a suo piacimento, e dalla mediocrità del piano materiale ricrea universi magnifici e stupefacenti.
Io sarà tra i personaggi di ogni mio libro, accompagnato dalle persone che fanno parte della mia vita, che calerò ogni volta in ruolo diverso.
Ciò che mi spinge a scrivere una storia, è la stessa capacità di sognare con cui da bambino immaginavo di essere l’eroe di chissà quale mondo, vivendo con i miei amici fantastiche avventure irreali.
Proiettarsi in nuove vesti, in nuove situazioni, in mondi illusori e affascinanti, sognare e rendere vivo quel sogno.
Creare una storia è come rendere possibile la visione dei propri sogni.
E’ una proiezione diretta con la mente dello scrittore, un intimo viaggio attraverso la sua fantasia ed il suo inconscio, un contatto diretto con una parte della sua anima.
E’ un arte magica ed esoterica.
L’autore genera mondi attraverso la forza creatrice della fantasia che viene incanalata nella scrittura e resa reale.
Ciò che abbiamo inventato adesso esiste, ha vita propria e si espande nei pensieri dei lettori.
La mente umana è Dio.

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Combattere…

Potremo mai ambire alla pace?
Ogni cosa nel mondo è votata alla guerra, alla sopraffazione, all’eterna legge del più forte.
Ogni cosa combatte per il proprio posto su questa terra, e lo fa principalmente uccidendo.
Ma allora cos’è la pace?
La morte forse? L’assenza di tutto.
Se non combattiamo non otterremo mai nulla, persino le cellule più elementari non sfuggono a questa legge.
Qualunque sia il nostro obiettivo nella vita, esso sarà raggiungibile solo se combatteremo senza riserve, impegnando tutto noi stessi.
La strada può essere sgombra o colma d’ostacoli, ma questo non farà differenza, incontreremo comunque dolore e sofferenza che per essere superate, dovremmo affrontarle con la forza e l’amore delle persone che ci sono accanto.
Nessuno può vincere una battaglia da solo, perché non è possibile essere soli.
Per quanto possiamo sentirci non amati, incompresi, o rifiutati, c’è sempre qualcuno nella nostra vita che ci consola con il suo affetto, altrimenti non saremmo vivi.
Se invece l’amore è presente, la vostra anima sarà colma d’energia e vi renderà imbattibili.
Siamo in guerra, sempre e comunque.
Sta a noi scegliere tra l’onore di un buon combattimento o dedicarci a sotterfugi e viltà per vincere.
Alla fine la differenza la fa il modo in cui combatti.
E.V.

combattimento

Arte

Discendiamo veramente dalle scimmie?
E’ innegabile che l’uomo possiede una svariata gamma d’istinti animali, dai più feroci a quelli strettamente legati alla sopravvivenza o alla continuità della specie, ma non siamo animali.
Certo qui verrebbero fuori i soliti luoghi comuni tipo, siamo peggio delle bestie o gli animali non uccidono il pianeta; ma non è questo su cui volevo riflettere, benché siano punti di vista molto validi.
La follia umana a volte travalica persino la violenza spietata della natura.
Ma allora cos’è che ci differenzia veramente?
Potremmo pensare all’intelligenza, ai sentimenti, alla capacità di usare oggetti, alla percezione di noi stessi, ma sono ipotesi superate. Tutte queste caratteristiche fanno parte pure del mondo animale, anche se in misura o intensità differenti.
Noi che cosa siamo? Soltanto bestie più evolute delle altre?
No, ci deve essere dell’altro. C’è per forza dell’altro.
Allora cosa?
Forse l’anima, la spiritualità.
La religione non esiste nel regno animale, nonostante alcune specie come ad esempio gli elefanti, abbiano una sorta di culto dei morti, ma non si può definire spiritualità.
Le tre domande fondamentali che ognuno sembra non porsi più.
Chi siamo? Da dove veniamo? Perché siamo qui?
L’essere umano sa che c’è dell’altro oltre questa esistenza, un significato.
Non è importante quale sia la religione, ma è innata nella nostra specie la percezione che qualcosa vada oltre questa vita.
Il desiderio di conoscenza e di capire se veramente racchiusa in queste spoglie mortali ci sia una parte di noi che sia eterna.
Ma un altro fattore che mi da la certezza che l’umanità sia diversa da tutto ciò che natura ha creato:
Se siamo solo bestie nate da un casuale incontro di cellule, a cosa ci serve l’arte?
La fantasia.
La capacità della nostra mente di “immaginare”, creare mondi, universi, storie, vite, proiezioni emozionali etc.
L’arte è in grado di mettere in risonanza la nostra anima, ci da la certezza che dentro di noi non esistono solo organi automatizzati.
L’arte fa vibrare la nostra essenza, tutto ciò che siamo, ci dice in qualche modo: Tu sei eterno!
E’ noto che siano gli individui più sensibili ad avvicinarsi maggiormente all’arte, a saperla esprime, ed è esattamente così. Umani con un alta percezione della propria anima, che tentano di comunicare al mondo per avere una risposta.
Cerchiamo tutti uno sguardo al di là dell’essere solo materia.
E. Velluti

anima